KRISHNAMURTI

L'IGNORANTE


L’uomo ignorante non è colui che non ha cultura, ma colui che non conosce se stesso.
L’uomo colto è stupido quando affida ai libri la comprensione della conoscenza e dell’autorità.
La comprensione avviene attraverso la conoscenza di sé stessi, che non è altro che capirne tutto il processo psicologico che avviene in una persona.
L’educazione, invece,nel suo significato più profondo, è la comprensione di noi stessi nel più profondo, perché dentro ognuno di noi si concentra tutta l’esistenza.
Ciò che noi ogni giorno chiamiamo educazione è un’altra cosa; è un lavoro che ci fa accumulare, attraverso i libri, pure informazioni e nozioni.
Tutto ciò avviene a chiunque sappia leggere.
Questo tipo di educazione quindi offre solo una formazione superficiale, che ci allontana (devia) da noi stessi, così come fanno tutte le evasioni, generando una grande sfortuna.
Il conflitto, la confusione sono il risultato di un nostro cattivo rapporto instaurato con la gente, le cose, le idee che ci circondano, pertanto fino a che non saremo in grado di capire questo e non provvederemo a cambiare, il semplice accumulo di informazioni, l’acquisizione di diverse tecniche ci condurranno ad un pesante caos ed alla distruzione.
La società, cosi come è attualmente organizzata ci impone di mandare i nostri figli a scuola, affinché frequentandola imparino le nozioni principali per riuscire poi un giorno a guadagnarsi da vivere.
Desideriamo che i nostri figli apprendano di tutto un po’ perché si specializzino, sperando così che in tal modo gli possiamo offrire la possibilità di acquisire una posizione economica sicura.
Ma può un tale tipo di cultura, una tecnica far scaturire in noi la capacità di comprendere veramente noi stessi?
Sebbene sia ovvio e necessario saper leggere e scrivere, imparare i fondamenti dell’ingegneria o di qualsiasi altra professione, tutto ciò ci offrirà la tecnica e la capacità di comprendere la vita?
Sicuramente la tecnica è una cosa secondaria e se la tecnica è l’unica cosa a cui aspiriamo, evidentemente stiamo negando ciò che è abbondantemente la parte più straordinaria della vita.
La vita è dolore, allegria, bellezza, bruttura e amore, e quando percepiamo queste cose come un tutt’uno , in ognuno dei suoi livelli, questa comprensione crea la sua tecnica personale.
E non può accadere il contrario: la tecnica non potrà mai creare una comprensione creatrice.



 
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